Apr 19, 2026 Last Updated 12:45 PM, Apr 8, 2026
Carlo Buonerba

Carlo Buonerba

Centro anti-fumo

L’impegno di LILT nella lotta contro il fumo 

La LILT è da molti anni impegnata nella lotta al tabagismo in collaborazione con il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità. Dal 1986 ha introdotto un metodo psico–comportamentale applicato nei gruppi di auto-aiuto basato sul concetto di motivazione al cambiamento sia comportamentale che emotivo-relazionale ed ha lo scopo di indurre ad abbandonare l’abitudine al fumo, a trovare esperienze nuove e più gratificanti legate al cambiamento del proprio stile di vita. Abbiamo continuato a portare avanti il nostro impegno con interventi e programmi di disassuefazione nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nei locali pubblici e siamo presenti con educatori e psicologi in diverse scuole primarie e secondarie di Napoli e provincia.

Per i fumatori organizziamo specifici percorsi di disassuefazione di gruppo, condotti da esperti nei nostri Centri Antifumo.
Dagli anni Ottanta partecipiamo alla Giornata Mondiale Senza Tabacco, evento di portata internazionale promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che viene celebrata il 31 maggio di ogni anno e siamo centro antifumo inserito nell’elenco del Ministero della Salute.


Cosa succede quando smetti

Il rischio di sviluppare patologie aumenta con il numero delle sigarette fumate e con la durata dell’abitudine al fumo.
Non solo tumore ai polmoni, il rischio aumenta anche per le malattie respiratorie e cardiovascolari con ricadute negative su tutto l’organismo.
Sono tanti i benefici che si possono ottenere scegliendo di smettere, alcuni sono già visibili nelle prime settimane.
Smettere di fumare è ormai universalmente riconosciuto un ottimo strumento di prevenzione.

Percorsi di disassuefazione

I nostri percorsi di disassuefazione dal fumo sono condotti da uno psicologo adeguatamente formato. L’elemento principale che tiene legato il fumatore alle sue sigarette non è tanto la dipendenza fisica, quanto quella psicologica ed è su questa specifica dipendenza che si intende lavorare.

Per accedere al percorso il primo passo è contattare la sede LILT di Napoli, in seguito i nostri operatori ricontatteranno gli interessati per fissare un primo incontro a cui seguirà, un colloquio motivazionale individuale con uno psicologo, con il quale si valuterà la possibilità di ciascuno a smettere di fumare. Nel caso in cui si decidesse di proseguire, dopo il colloquio motivazionale, la compilazione di un questionario e il test di Fagerstorm, l’utente viene inserito in un percorso di otto incontri con cadenza bisettimanale. Ogni incontro ha durata di circa 90 minuti e il percorso si esaurisce nel giro di 1 mese. A distanza di un mese seguirà un altro incontro di Follow–up.


• Tel 081.5465880 - 081.17770811
(giorni dispari ore 10.00 - 13.00)

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Per il giorno 23/02/2017 alle ore 09.30 in prima convocazione, e per il giorno 24/02/2017 alle ore 10.00 in seconda convocazione, presso “Tennis Club Napoli” - Viale Dohrn – Villa Comunale Napoli, è convocata l’Assemblea dei Soci della Sezione Provinciale di Napoli della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) con il seguente ordine del giorno:

* Comunicazioni del Presidente sulle attività svolte;

* Approvazione Bilancio Consuntivo anno 2016

Sono invitati a partecipare tutti i Soci in regola con il pagamento della quota sociale alla data dell’Assemblea. I Soci potranno farsi rappresentare nelle operazioni di voto da un altro Socio mediante il conferimento di apposita delega accompagnata da fotocopia del documento di riconoscimento.

Ogni Socio votante non può rappresentare più di un altro Socio.

 

                                   Il Presidente

                        Prof. Adolfo D’Errico Gallipoli

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Brindisi di Natale 2016

Come ogni anno si ripete il tradizionale brindisi di Natale alla sede della LILT di Via Santa Teresa degli Scalzi. Tradizione, cultura ed educazione alimentare per un augurio natalizio carico di serenità e tanta salute

Vi aspettiamo!

Antonella Venezia

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Festeggiamo insieme il Natale!

La LILT Napoli e l’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli vi aspettano al Concerto di Enzo Gragnaniello con la partecipazione straordinaria di Ornella Vanoni. 

Il concerto sarà preceduto da cocktail di benvenuto alle ore 19.30 presso "Opera Cafè" via San Carlo 2.

info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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PER SCOPRIRE COME PARTECIPARE VAI SU

www.festavico.com 

FESTA A VICO 2016
29-30-31 MAGGIO
Istituto Nazionale Tumori Napoli
Fondazione G.Pascale
Struttura Complessa di Oncologia Chirurgica Colorettale
Direttore: Dott Paolo Delrio


Responsabile del progetto: Dott Ugo Pace
E
LILT
Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori sezione di Napoli
Presidente
Prof. Adolfo D’Errico Gallipoli


Il tumore colon retto


Il carcinoma del colon-retto è in assoluto il tumore a maggiore insorgenza nella popolazione italiana e l'incidenza di tale tumore nel corso della vita (fra 0 e 74 anni) è di un uomo ogni 11 e di una donna ogni 18. E purtroppo in Campania si muore di cancro molto di più che in altre regioni d’Italia. Per tale motivo oggi è sempre più stringente e sentito il bisogno di una prevenzione primaria che si basa sulla correzione dei fattori di rischio eliminabili. La prevenzione di maggior impatto è però quella secondaria che passa attraverso la rimozione delle lesioni precancerose (polipi) che possono precedere di anni lo sviluppo del tumore. La diagnosi precoce, ovvero l’identificazione di queste lesioni, o almeno la diagnosi precoce di cancro guaribile, possono avvenire in pazienti asintomatici (screening) attraverso diverse modalità. In Italia sono attivi programmi regionali di screening di popolazione che si basano sulla ricerca di sangue occulto nelle feci, ogni due anni, nei soggetti di età superiore a 50 anni. Attenzione particolare allo screening per il cancro colorettale dovrebbero avere i soggetti che hanno familiarità (parenti di primo grado) per questo tipo di tumore. La terapia di scelta è la chirurgia: sulla base della posizione del tumore si procederà con un intervento parziale o, nei casi più gravi, con la totale asportazione del tratto di colon interessato o del retto. Rispetto agli interventi demolitivi effettuati fino a non molti anni fa, la chirurgia del tumore del colon e soprattutto quella per il tumore del retto è sempre più conservativa. Oramai è sempre più raro il ricorso alla cosiddetta stomia (ovvero all’apertura dell’intestino sulla parete addominale con la creazione del cosiddetto ano artificiale, ovvero un’apertura che consenta di raccogliere le feci con appositi presidi). La chirurgia laparoscopica permette di eseguire questi interventi in modo oncologicamente corretto e grazie all’ingrandimento delle immagini e alla possibilità di raggiungere con la telecamera zone altrimenti poco visibili, rende la dissezione più precisa e meticolosa. La classica incisione mediana , che in alcune realtà ospedaliere ancora si estende dal pube allo sterno, viene sostituita da 3-4 incisioni di massimo 10 mm l’una e da un’incisione di pochi centimetri per l’estrazione del pezzo operatorio. Altri notevoli vantaggi sono una più rapida mobilizzazione, alimentazione precoce e dunque ridotta degenza ospedaliera. La deiscenza anastomotica resta la più temuta tra le complicanze precoci dopo chirurgia colorettale in quanto peggiora la prognosi a breve e lungo termine, oltre ad aumentare i tempi e i costi di degenza. Restano divergenze sulle cause possibili della complicanza anastomotica e numerosi trial non hanno riscontrato differenze significative di ordine tecnico tali da identificare un gold standard per prevenirle. L’incidenza delle deiscenze anastomotiche riportata in letteratura varia tra il 3 e il 21% e non si è sensibilmente modificata negli ultimi decenni e richiede nella maggioranza dei casi un reintervento chirurgico. A questo proposito l’escissione del mesoretto, ormai da tutti accettata come parte della tecnica standard nel trattamento chirurgico delle neoplasie rettali, comporta inevitabilmente l’esecuzione di anastomosi intestinali sempre più basse, aumentando di conseguenza il rischio di fistole anastomotiche. Il deficit di vascolarizzazione dell’anastomosi è considerata una delle principali cause di deiscenza anastomotica e si manifesta durante la degenza postoperatoria condizionante un reintervento chirurgico con confezionamento di una ileo o colostomia derivativa. Enorme è il disagio psicologico, fisico e sociale del paziente stomizzato oltre a un notevole aggravio dei costi per il Sistema Sanitario Nazionale. Nella chirurgia dei tumori avanzati del colon retto un’altra temibile complicanza è la lesione ureterale. Di fondamentale importanza è il riconoscimento della lesione durante l’intervento chirurgico, ripararla immediatamente così da evitare un ulteriore ricovero e un ulteriore intervento con le possibile sequele medico-legali. L’impiego routinario pre-operatorio di diagnostica per immagini, ultrasuoni, pielografia, TAC, MRI, non hanno mostrato una significativa riduzione delle lesioni ureterali né un rapporto costo/efficacia favorevole. Il tipo di diagnostica e quando richiederla dovrebbe essere stabilito caso per caso in base alla patologia addominale e al tipo di intervento che si ritiene di dover fare.

Per ridurre al massimo queste due temibili complicanze sopra descritte la nostra struttura vorrebbe acquistare una particolare strumentazione laparoscopica di seguito indicata (piattaforma AIM)

Si prega di cliccare sotto per scaricare la documentazione informativa allegata.

 

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