Jun 27, 2017 Last Updated 8:54 PM, Jun 19, 2017

Una terapia orale, priva di effetti collaterali significativi, facilmente disponibile: una speranza per il tumore della vescica avanzato dall'Università Federico II di Napoli con la collaborazione della LILT di Napoli

Il carcinoma della vescica è un tumore che colpisce soprattutto i fumatori e che esige una diagnosi precoce.

La diagnosi precoce permette non solo di migliorare drammaticamente la prognosi, ma spesso consente anche di evitare l'asportazione della vescica, definita in termine tecnico "cistectomia", intervento di chirurgia maggiore che può avere conseguenze negative sulla qualità di vita e sul benessere psicologico del paziente.

Il tumore della vescica può essere prevenuto e diagnosticato precocemente. Innanzitutto bisogna smettere di fumare!

La seconda raccomandazione da rispettare è quella di prestare attenzione ad alcuni segnali importanti e riferirli al medico curante. Tra questi, primo fra tutti è l'ematuria, e cioè la presenza di sangue nelle urine.

Quando non si riesca a diagnosticare il tumore in tempo perchè possa essere asportato e guarito con la terapia combinata (chirurgia/radioterapia con o senza chemioterapia), la malattia diventa generalizzata, e il solo trattamento possibile è quello sistemico, basato sulla chemioterapia.

A differenza di altri tipi di tumore, solo un numero limitato di chemioterapici funziona davvero nel tumore della vescica, e alcuni di questi, come il cisplatino, sono associati ad una serie di effetti collaterali di rilievo.

In uno studio retrospettivo condotto dal dr. Di Lorenzo e dal dr. Buonerba presso l'Università Federico II di Napoli e altri tre ospedali campani, con la consulenza scientifica di giovani ricercatori come il dr. Ferro dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano e il dr. Lucarelli dell'Università di Bari, è emerso che una terapia orale a base di ciclofosfamide somministrata in pazienti con tumore della vescica avanzato è risultata associata ad una maggiore sopravvivenza rispetto ad altre terapie, peraltro peggio tollerate.

I risultati di tale studio, condotto in una coorte di 52 pazienti con il supporto della LILT di Napoli, saranno pubblicati sulla prestigiosa rivista "Medicine".

La ciclofosfamide orale non ha dato praticamente nessuna tossicità di rilievo, e in un caso ha portato ad una risposta radiologica completa, come documentato dalle immagini pubblicate nell'articolo.

La speranza è che questi risultati, che non possono essere tuttavia considerati definitivi, saranno confermati da studi prospettici di confronto con altre terapie o addirittura con il placebo e potranno offrire una possibilità ulteriore ai pazienti affetti da questa grave malattia.

 

 

 

Ultima modifica il Lunedì, 07 December 2015 10:29

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